
Sully Prudhomme was a French poet and essayist, best known for being the first recipient of the Nobel Prize in Literature in 1901. Born in Paris, he initially pursued a career in engineering before turning to literature, where he became associated with the Parnassian movement, which emphasized form and precision in poetry. Prudhomme's work often explored themes of love, nature, and the human condition, characterized by a lyrical style that combined emotional depth with technical mastery. His notable works include 'Stances et Poèmes' and 'Les Vaines Tendresses,' which reflect his philosophical musings and a keen observation of life. Prudhomme's poetry was significant for its exploration of the inner self and the complexities of human emotions, paving the way for future generations of poets. His legacy endures not only through his own writings but also in the influence he had on the literary landscape of France, marking him as a pivotal figure in the transition from Romanticism to modern poetry.
“Bleus ou noirs, tous aimés, tous beaux, Ouverts à quelque immense aurore, De l'autre côté des tombeaux Les yeux qu'on ferme voient encore.”
“Il primo che con una promessa tentò di fare per tutta la vita la felicità di una donna, e con lei la propria felicità, fu senza dubbio veramente temerario o veramente innamorato. Colui che si ama di amicizia si desidera vederlo felice; colei che si ama di amore si vorrebbe vederla in difficoltà per tirarla fuori. La sua felicità ci è gradita solo quando ne siamo noi gli autori. C’è egoismo nell’amore e non nell’amicizia. L’uno presta, l’altra dona. L’amicizia fa amare la vita, l’amore dà gusto alla morte. Le manifestazioni amorose turbano, quelle dell’amicizia rinfrescano. L’amore è più vasto dell’amicizia poiché è capace di sostituirla; ma l’amicizia è più elevata dell’amore, perché può consolare quando l’amore si spezza. Gli amanti si chiedono sempre la felicità, gli amici se la dànno. L’amicizia è a se stessa la propria felicità, l’amore attende la sua. L’amore è una continua preghiera; l’amicizia un continuo scambio. L’amicizia da sola è un fatto completo.”
“Negli uomini più perversi c’è sempre un punto della sensibilità su cui la virtù potrebbe aver presa. Colui che lo trova opera facilmente la conversione. Tutto ciò che è suscettibile di eccesso è fonte di male. Le virtù possono essere fraintese, ma non possono essere eccessive. Segno di forza è non negare la virtù per il fatto che si è stati ingannati, né la felicità per il fatto che si soffre. Un abile oratore può piacere sempre perché è sempre in grado di rivestire il proprio pensiero di ciò che può essere gradito all’uditorio; ma uno scrittore sarà generalmente amato dagli uni e odiato dagli altri. Soltanto il sublime soggioga tutti. Quanto sono vanitosi e mentitori gli scrittori misantropi! Pubblicando le loro opere fanno loro giudici e discepoli proprio quegli stessi uomini che odiano o disprezzano. Non capisco perché si abbia paura di ripetere due volte la stessa es pressione in una pagina quando è permesso avere in quella pagina due volte la stessa idea. È per una questione artistica, ma quale? Un critico non dovrebbe dire: «Ecco un cattivo libro» ma piuttosto : « Io trovo che è un cattivo libro ». L’autore sarebbe subito rassicurato. Si scrive per passione letteraria, ma si pubblica per vanità. Colui che pretende di pubblicare per essere utile è un cattivo motteggiatore e mi sembra altrettanto fatuo il credersi utile che il credersi degno di ammirazione.”