
John Venn was an influential English mathematician, logician, and philosopher, best known for his introduction of Venn diagrams, a visual tool that has become fundamental in various fields including logic, set theory, probability, statistics, and computer science. His seminal work, The Logic of Chance, published in 1866, presented a pioneering perspective on probability, advocating for the frequency theory which posited that probability should be based on empirical frequency rather than subjective judgment. This innovative approach significantly shaped the understanding of probability in mathematical discourse. In 1881, Venn further advanced the field of logic with his publication Symbolic Logic, where he expanded upon the ideas of George Boole and formalized the use of Venn diagrams to illustrate logical relationships. His contributions laid the groundwork for modern statistical analysis and logical reasoning, making him a key figure in the development of mathematical logic. Venn's legacy endures through the continued use of his diagrams and theories in contemporary mathematics and beyond, marking him as a pivotal figure in the evolution of logical thought and probability theory.
“The venn diagram of boys who don’t like smart girls and boys you don’t wanna date is a circle.””
“The venn diagram of boys who don't like smart girls and boys you don't want to date is a circle.””
“Che cos'è l'Ottocento? Un'epoca nella quale la donna era sacra, e si poteva comprare una ragazza di tredici anni per poche sterline, o pochi scellini se la si voleva soltanto per un'ora o due. Nella quale si costruirono più chiese che in tutta la precedente storia del paese, e a Londra una casa su sessanta era un bordello (la proporzione moderne sarebbe pressappoco una su seimila). Nella quale la santità del matrimonio (e della castità prematrimoniale) era esaltata da ogni pulpito, in tutti gli editoriali e nei pubblici comizi, e grandi personaggi pubblici - dal futuro re in giù - conducevano una vita assolutamente scandalosa. Nella quale venne gradatamente umanizzato il sistema penale, e la flagellazione era talmente diffusa che un francese cercò seriamente di dimostrare che il marchese De Sade doveva essere d'origine inglese. Nella quale il corpo femminile era più che mai celato agli occhi indiscreti, e i meriti degli scultori erano valutati in base alla loro capacità di scolpire donne nude. Nella quale non esiste un romanzo, una commedia o una poesia di un certo livello letterario che si spinga oltre la sessualità di un bacio [...], mentre la popolazione di opere pornografiche raggiungeva un livello mai superato. Nella quale non si nominavano mai le funzioni escretorie, e le condizioni igieniche erano ancora talmente primitive [...] che dovevano esserci poche case e poche strade che non le ricordassero in continuazione. Nella quale si sosteneva all'unanimità che le donne non hanno orgasmo, e si insegnava a ogni prostituta come simularlo. Nella quale ci furono progressi enormi in tutti gli altri settori dell'attività umana, e soltanto tirannide nel più personale e fondamentale””