
Annie Vivanti was a British-born Italian writer known for her diverse literary contributions, which included novels, poetry, and plays. Born Anna Emilia Vivanti in 1866, she moved to Italy at a young age and became a prominent figure in the Italian literary scene. Vivanti's works often explored themes of identity, culture, and the complexities of human relationships, reflecting her own bicultural background. Among her notable works are 'The Woman and the Puppet' and 'The Last of the Romans,' which showcase her ability to blend psychological insight with vivid storytelling. Vivanti's literary significance lies not only in her exploration of feminist themes but also in her role as a bridge between British and Italian literature. She was a contemporary of other notable writers of her time and contributed to the cultural dialogue between the two nations. Her legacy endures through her innovative narratives and her influence on subsequent generations of writers, particularly women, who sought to express their voices in a male-dominated literary landscape. Vivanti's work remains a testament to the power of literature to transcend cultural boundaries and challenge societal norms.
“– Allora Iddio tornò a mettere un po' di rose nel mondo [...] e allora - essendovi qualche rosa - anche alcuni poeti tornarono nel mondo. – Ma non quelli veri? – Forse non quelli proprio veri, – disse Nancy. – Allora a cosa servono? – chiese Anne-Marie. Nancy non seppe risponderle. Nancy non sapeva a che cosa servissero i poeti non proprio veri. E d'altronde anche quelli veri, a cosa servivano? Tutto, nella vita, a cosa serve? I pensieri di Nancy tornarono in dolente fila al suo Libro non terminato. A che cosa avrebbe servito scrivere quel libro? Tanto valeva non averlo scritto. Ed a che cosa serve questo racconto ch'io vi faccio? È una storia che potevo tralasciar di narrare. Forse così dirà anche Iddio quando spenti ai Suoi piedi ripiomberanno i morti monti, alla fine dell'Eternità.”
“Così, ogni sera, durante gli anni della sua puerizia la piccola Nancy se ne partì per i suoi sonni con la scorta di liriche e madrigali, di sonetti e sirventesi, di odi ed elegie, cullata da ritmi cadenzati e da risonanti rime. E certo in una di quelle sere i poeti gettarono una malìa su di lei. Condussero la sua giovine anima così lontano, così lontano, che non le riuscì mai più di ritrovare la riva. E Nancy non si svegliò mai completamente dai suoi sogni.”
“Chiamatemi dunque - se chiamarmi volete - col nome complessivo e fragile ed impersonale di Eva. E pensatemi come la sorella minore della prima Eva, meno curiosa forse e ancor più solitaria... e tanto amica del Serpente - ormai addomesticato! - da portarlo intorno al collo come un boa, magro e moderno... E ne' miei occhi tranquilli il raggiare dolce ed incerto del già perduto Paradiso.”