Lex

Browse

GenresShelvesPremiumBlog

Company

AboutJobsPartnersSell on LexAffiliates

Resources

DocsInvite FriendsFAQ

Legal

Terms of ServicePrivacy Policygeneral@lex-books.com(215) 703-8277

© 2026 LexBooks, Inc. All rights reserved.

Sicurezza comune

Sicurezza comune

Rodolfo Ragionieri

About this book

Nel corso della storia gli stati hanno assunto il compito di garantire la sicurezza dei propri sudditi o cittadini dalle aggressioni esterne. Questa sicurezza è sempre stata concepita in concorrenza e a scapito della sicurezza degli altri stati; lo strumento principale del mantenimento o del conseguimento di una situazione di sicurezza esterna è stato normalmente l’uso o la minaccia dell'uso di mezzi militari. L'ingresso nell'era delle armi di distruzione di massa, e in particolare della bomba atomica, ha portato alle estreme conseguenze questo antichissimo modo di pensare e di agire, ma ne ha anche dimostrato l’illusorietà, in quanto, nell'era delle armi nucleari e della possibile catastrofe ecologica, sopravvivenza o distruzione sottopongono a una medesima sorte le due parti in lotta. La corsa agli armamenti quantitativa e qualitativa ha contribuito anche a una evoluzione destabilizzante delle strategie nucleari che periodicamente hanno mostrato una pericolosa tendenza verso la pianificazione di guerre nucleari che possano essere controllate, combattute in modo prolungato, vinte. La realtà dell'era nucleare, nella quale la sicurezza di uno è legata a quella di tutti, ha dunque dimostrato l’erroneità di questa concezione. Una possibile via d'uscita sta nell’idea di sicurezza comune. Questa idea, per cui la sicurezza non può essere concepita contro il nemico, ma solo insieme con i potenziali avversari, non può riferirsi solo ai rapparti tra le superpotenze, ma deve essere considerata come un nuovo modo di concepire i rapporti tra gli stati e i vari attori della scena internazionale da un punto di vista globale. Questa concezione ha necessariamente delle conseguenze sul piano della struttura delle forze armate e su quello della strategia per il disarmo: le prime non possono avere alcuna caratterizzazione aggressiva, ma una funzione anche strutturale inequivocabilmente difensiva; il disarmo e controllo degli armamenti non si potranno fondare su di una esasperante ricerca della parità a ogni livello, ma su strategie più articolate che comprendano misure autonome e processi negoziali tali da garantire un processo stabile di smantellamento degli arsenali.

Details

OL Work ID
OL37998911W

Subjects

nonviolenza

Find this book

Open Library
Book data from Open Library. Cover images courtesy of Open Library.